Anello sui colli di Soligo (TV) – Alla scoperta della Chiesetta di San Gallo e del Santuario di Collagù

Questa passeggiata sui colli di Soligo è stata l’ultima prima del lockdown, quindi non può che avere un posto speciale nella libreria dei miei ricordi. Fu una giornata assolata e tersa in luoghi che adoro. Il ricordo di quell’ultimo giorno di libertà ben sfruttato mi ha fatto meglio tollerare i primi giorni di clausura.

L’escursione parte dal piazzale della chiesta parrocchiale di Soligo (TV) e prosegue per il sentiero che, negli immediati pressi, sale tra le vigne puntando verso la chiesetta di San Gallo. In pochi minuti ci sia alza e il panorama si apre.

Vista su Soligo

In circa mezz’ora di costante salita e dopo qualche tornante si raggiunge il delizioso Eremo di San Gallo.

Eremo di San Gallo

Proseguite oltre la piccola chiesa e scendete a passi leggeri lungo il prato che conduce verso il belvedere con monumento. Prendetevi il tempo di godere del panorama che si mira da lassù. Davvero un punto di vista privilegiato sui colli di Soligo, sulla pianura fino al mare e non solo.

Belvedere alle spalle della chiesetta di San Gallo

Quando sarete pronti a ripartire, con i cani legati raggiungete la strada asfaltata e il piccolo parcheggio dedicato ai visitatori della chiesetta. Poco più avanti si dirama verso destra una strada sterrata che dovete imboccare.

Verso il Santuario di Collagù

Da questo punto in poi inizia, a parer mio, la parte più bella di tutta la passeggiata e anche quella meno popolata e popolare. La strada, a tratti sterrata e a tratti cementata, si divincola come un serpente tra le gobbe dei colli di Soligo coltivati a viti. Un panorama davvero unico, specie in primavera, con il verde brillante della lussureggiante vegetazione, e in autunno, con il suo foliage oro e arancio.

I colli di Soligo (TV)

Seguendo linearmente il percorso, dopo aver superato il Col Brià, la strada giunge ad un piccolo agglomerato di case dove troverete anche un piccolo stagno popolato da simpatiche rane gracchianti.

Verso il santuario di Collagù

Da qui in poi manca davvero poco al Santuario di Collagù. Proseguite dritti ancora in leggera salita e ve lo troverete davanti.

Il Santuario di Collagù

Il curioso nome deriva dalla forma aguzza (colle acu-to) del colle dove, poco sotto la cima, sorge il santuario.

Dal santuario si deve continuare seguendo la strada che sale verso destra. Da qui in poi si cammina lungo il sentiero n. 002 fino alla fine dell’anello. Il sentiero 002, inizialmente cementato, diventa sterrato e, poco oltre il santuario, prosegue a sinistra, anche se la ragione suggerirebbe di proseguire dritti. La strada da seguire, infatti, ha tutta l’aria di essere una strada privata, ma così non è.

Si cammina nel bosco sul fianco sinistro del colle fino ad un bivio. A questo punto optate per andare a sinistra e seguite la strada cementa fino a che questa confluirà sulla strada asfaltata. Prestate attenzione e legate i cani. Seguite la strada asfaltata fino alle prime case e aguzzate la vista, il sentiero 002, infatti, prosegue proprio a lato di una di queste case. Si tratta di un brevissimo stretto tratto acciottolato in salita che vi condurrà dritti dritti alla chiesa parrocchiale di Soligo, ovvero al punto di partenza.

Verso la chiesa parrocchiale di Soligo (TV)

Vi è piaciuto questo itinerario? Se la risposta è si, allora leggete anche quello dedicato alla zona di Refrontolo e al Molinetto della Croda!

SCHEDA

ACCESSO: dal piazzale della chiesa parrocchiale di Soligo (TV)

DIFFICOLTA’: (E) facile.

DISLIVELLO: 370 m circa.

LUNGHEZZA: 10 km circa.

TEMPO DI PERCORRENZA: ore 3.00 circa senza le soste.

PERIODO DELL’ANNO: passeggiata adatta a tutte le stagioni. Da evitare nelle giornate estive più calde e afose.

PUNTI DI APPOGGIO E RISTORO DOG FRIENDLY: nessuno lungo il percorso.

PILLOLA CINOFILA:

Il vostro cane soffre di ansia da separazione dopo il lockdown? Vi siete mai chiesti se in parte siate voi ad alimentarla?

Molti di noi traggono, più o meno consapevolmente, appagamento nel vedere il cane così bisognoso della nostra presenza e delle nostre attenzioni. Non è sadismo, ci fa sentire amati e importanti, però dobbiamo renderci conto che in questa relazione ci stiamo comportando da egoisti e stiamo procurando un danno. Il cane vittima di questa dipendenza affettiva non sta bene, non è sereno, vive uno stato ansioso che gli provoca un forte stress e dobbiamo esserne consapevoli.

Oltre a questa, vi è un'altra categoria di proprietari in merito a questo argomento, ovvero coloro che sono convinti che il proprio cane soffra di ansia da separazione (e magari è anche così), ma in realtà sono loro a soffrirne, a non riuscire a separarsi dal proprio cane e ad aver bisogno del suo sostegno affettivo.

In tutti i casi, la cosa importante è osservarsi e interrogarsi con sincerità e senza giudizio e capire se si rientra o meno in una di queste categorie. Solo così è possibile intervenire con successo in questa delicata dinamica.

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