Cascata del Silan, Eremo di San Bovo e la Valrovina – Bassano del Grappa (VI)

Pur trattandosi di un itinerario divenuto piuttosto turistico, vale la pena andare a visitare la Cascata del Silan, l’Eremo di San Bovo e la Valrovina. Il mio consiglio, se potete, è quello di fare questa passeggiata durante la settimana e di evitare nel modo più assoluto la domenica, a meno che non vogliate partire all’alba. Sappiamo bene che col cane c’è bisogno di tranquillità, di poco via vai di gente e, soprattutto, dell’assenza quasi totale di biciclette.

L’itinerario ad anello parte dal piccolo paese di San Michele (VI), proprio ai margini della città di Bassano del Grappa e in direzione di Marostica. Vi consiglio di parcheggiare la macchina presso il campo sportivo, da lì un sentiero molto carino (che rasenta un grande prato libero) vi porta dritti in centro e quasi di fronte alla strada (Via Appiani) che conduce al principio del sentiero per la Cascata del Silan. Troverete dei cartelli ad indicare la via e un bar se vorrete bere un caffè prima della partenza.

Partenza per la Cascata del Silan

Il sentiero, da subito sterrato, porta in breve ad un piccolo e facile guado che permetterà ai cani di rinfrescarsi sin dai primi passi.

Piccolo guado

Proseguendo ci si trova di fronte ad un primo bivio: per visitare la Cascata del Silan si deve andare a sinistra. La cascata è suggestiva, sebbene di piccole dimensioni e la si visita in brevissimo tempo. Quindi, tempo di fare due foto e un tuffo (i cani eh, non voi!) e si torna al bivio per proseguire, questa volta, verso destra lungo il sentiero acciottolato (sentiero della resistenza).

Cascata del Silan

Si sale lungo le curve del sentiero acciottolato fino ad incrociare un sentiero più largo che va seguito verso destra (Privà) e fino al punto in cui confluisce su una strada asfaltata. Attenzione ai cani, teneteli vicino a voi. A questo punto, seguita la strada verso destra per pochi metri, dovrete attraversare e salire dall’altro lato seguendo la strada Privà. Qui vi aspetta un km abbondante su asfalto, ma è estremamente gradevole e tranquillo e la vista sulle colline bellissima.

Strada Privà

Ad un certo punto, incrocerete dei sentieri, uno che sale a sinistra e uno che scende a destra. Per visitare l’antichissimo Eremo di San Bovo dovrete salire a sinistra e seguire il sentiero principale che in breve vi condurrà all’eremo.

Qui una pausa è d’obbligo perché il luogo è un vero incanto e lo spazio per sedersi non manca, così come una gradevole ombreggiatura. Cercate di arrivare a questo punto di buon’ora, in modo da godervi la sacra tranquillità di questo luogo.

Eremo di San Bovo

Dopo la pausa dovrete essere freschi e concentrati se non vorrete sbagliare direzione. Da qui, infatti, dovrete voltarvi e, evitato il sentiero da cui siete giunti, prendere quello centrale che sale verso la cresta (ignorate, invece, quello che scenderebbe a destra).

Da qui il percorso si fa più divertente e avventuroso. Vi trovate su un tratto dell’Alta Via del Tabacco che conduce a Caluga!

Alta Via del Tabacco

Ad un certo punto il sentiero di roccette offre due possibilità, continuare ancora in salita e in cresta, o proseguire verso destra (segnavia sugli alberi) in direzione della Contrada Caluga. Naturalmente è quest’ultima la vostra destinazione.

Seguendo il sentiero si arriva, quindi, in breve a Caluga, dove c’è anche una deliziosa trattoria, la Trattoria Mirasole, dove potrete fermarvi a pranzare sui tavoli all’esterno. Meglio prenotare, perché non ha molto posto!

Da Caluga si vede anche uno dei versanti del Monte Grappa. In ogni caso la vista da questo paesino incastonato è bella in qualsiasi direzione si volga lo sguardo.

La vista sul Grappa da Caluga

Arrivati in centro a Caluga e, più precisamente, all’altezza di alcune tabelle informative, dovete girare a sinistra e prendere la strada che scende verso Valrovina. Se, invece, volete raggiungere la trattoria dovete proseguire ancora qualche metro.

Scendendo verso Valrovina troverete dei tagli su di un sentiero acciottolato. I tagli sono indicati da dei cartelli rossi.

Verso Valrovina

Seguendo i diversi tagli arriverete velocemente al paese di Valrovina. Lo dovrete attraversare e abbandonarlo all’altezza del Ristorante il Melograno che troverete alla vostra sinistra dopo aver superato la chiesa. Troverete anche le indicazioni per San Michele e il Parco del Silan. In pochi minuti di cammino vi accorgerete di essere arrivati all’altezza del sentiero acciottolato percorso all’inizio, il quale vi ricondurrà rapidamente alla cascata e poi al termine dell’anello.

Se vi piacciono le passeggiate che seguono e attraversano corsi d’acqua come questa alla Cascata del Silan, allora non potete perdervi la passeggiata che da Segusino conduce al piccolo borgo di Stramare (TV).

ACCESSO: Da Contrà San Michele (VI) prendere Via Appiani e seguirla fino all’inizio del sentiero segnato.

DIFFICOLTA’: (T) facile.

DISLIVELLO: 300 m circa.

LUNGHEZZA: 8,5 km circa.

TEMPO DI PERCORRENZA: ore 3.00 circa.

PERIODO DELL’ANNO: passeggiata adatta a tutte le stagioni. Bellissima in primavera per la vegetazione lussureggiante.

PUNTI DI APPOGGIO E RISTORO DOG FRIENDLY: la Trattoria Mirasole con i pochi tavoli all’esterno.

PILLOLA CINOFILA:

Spesso mi sento dire "il mio cane non mi ascolta e non torna quando lo richiamo". Ma siamo sicuri che sia vero? E, soprattutto, noi ascoltiamo il nostro cane quando tenta di dirci qualcosa? Per esempio che sta finendo di fare una cosa molto interessante e che non può tornare da noi, proprio sul più bello?

Immaginatevi di leggere un passaggio cruciale di un libro che vi appassiona e di avere qualcuno vicino che vi chiama in continuazione. Fastidioso vero? Sono certa che non vi limitereste ad ignorare quel qualcuno.

Quello che vedo è un abuso del richiamo. Un richiamo ripetuto allo sfinimento, spesso ansiogeno e concitato, che fa trasparire insicurezza. Un richiamo, quindi, che è dettato più da ansia e preoccupazione che da una reale necessità e questo il cane lo sa perfettamente ed è così che inizia, realmente, ad ignorarci. Un po' per necessità, un po' perché pecchiamo di credibilità. Ed ecco che, con le nostre stesse mani, abbiamo mandato in fumo l'efficacia di quella comunicazione.

Con questo non voglio dire che il cane debba farsi altamente gli affari propri e andare e venire come gli comoda lasciandoci indietro come degli allocchi. Significa imparare a rispettare tempi, spazi, necessità, insieme a regole sociali condivise.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Proudly powered by WordPress | Theme: Baskerville 2 by Anders Noren.

Up ↑