Dal Lago di Calàita a Malga Scanaiol – Valle del Lozen, Trentino orientale

Quando si affaccia l’autunno, arriva puntuale l’impellente necessità di godere il più possibile dei colori autunnali prima dell’arrivo della Dama Bianca.

La passeggiata dal Lago di Calàita a Malga Scanaiol (e Forcella Scanaiol) è una di quelle in cui si possono ammirare al meglio i colori autunnali, soprattutto grazie alla massiccia presenza del mio albero preferito, il larice.

Lo sapevate che il larice è l’unica conifera a perdere gli aghi in autunno? Una meravigliosa e leggera pioggia dorata.

Ovviamente, questa passeggiata è bella sempre, anche in inverno se si desidera ciaspolare intorno al Lago di Calàita. Arrivare alla malga in presenza di neve, invece, non è fattibile.

L’escursione alla Malga Scanaiol parte dal Rifugio Miralago, dove si arriva in macchina e si può parcheggiare. Dal rifugio si segue il largo sentiero sterrato che riporta il segnavia numero 350.

Il mio consiglio, una volta imboccato il sentiero, è di scendere e portarvi sulla riva del Lago di Calàita. Da qui la vista sul Cimon della Pala (Gruppo Pale di San Martino) è ancora più bella.

Lago di Calàita

Da qui potete risalire e riportarvi sulla mulattiera n. 350, oppure proseguire più bassi attraverso il prato.

Poco cambia, solo, nel primo caso, vi perdete l’incredibile finestra sulle Pale che offre la Forcella Calàita. Ergo, il mio consiglio è quello di tenervi più bassi. Ringrazieranno anche i cani che, in questo modo, cammineranno su un terreno morbido, anziché sul lastricato di pietre.

Pale di San Martino

La vista sulle Pale dalla forcella è da far tremare le gambe.

Dopo aver goduto della vista, proseguite verso sinistra. Qui condividerete il cammino con chi è diretto a San Martino di Castrozza. Il paese, in breve, sarà visibile alla vostra destra e così anche le cime di Passo Rolle, come la Cavallazza e il Castelaz.

Se dapprima camminerete dentro un bosco di abeti, a poco a poco faranno capolino le prime chiome infuocate dei larici. Man mano che avanzerete, i larici prenderanno sempre più il sopravvento circondandovi d’oro.

Sarete del tutto immersi nel lariceto quando, al bivio, seguirete il sentiero che sale a sinistra verso Forcella e Malga Scanaiol.

Lariceto
Uma nel lariceto

In breve, vi alzerete di quota fino a sbucare fuori dal bosco e intravedere, davanti a voi, la piccola Malga Scanaiol (chiusa).

Malga Scanaiol

Arrivati alla malga, potete decidere se proseguire dritti fino alla Forcella Scanaiol, oppure tornare indietro. Calcolate che fino a questo punto avete percorso 4,5 km circa.

Noi questa volta abbiamo optato per tornare indietro, speranzosi di poter pranzare al Rif. Miralago. E così è stato! Nel locale accettano i cani senza problemi e si mangia pure parecchio bene!

Come avrete intuito, il ritorno è per la stessa via dell’andata.

Se amate i larici in veste autunnale come me, date un’occhiata alla passeggiata verso il Rif. Venezia da Zoppè di Cadore.

SCHEDA

ACCESSO: dal Rif. Miralago seguendo dapprima il sentiero 350 e poi le indicazioni per Forcella e Malga Scanaiol.

DIFFICOLTA’: (E) facile.

DISLIVELLO: 300 m circa.

LUNGHEZZA: 9 km circa.

TEMPO DI PERCORRENZA: 2 ore e 30 circa.

PERIODO DELL’ANNO: passeggiata adatta a tutte le stagioni. Da evitare in presenza di neve.

PUNTI DI APPOGGIO E RISTORO DOG FRIENDLY: il Rifugio Miralago nei periodi di apertura (visitare il sito).

PILLOLA CINOFILA:

va bene dormire con il cane? O condividere con lui il divano? La risposta è SI. Riposare a stretto contatto crea una grande connessione emotiva tra cane e proprietario e, no, il cane non si crederà il "capo-branco".

Lo so, ci siamo sempre sentiti dire che i cani non devono dormire su letti e divani, non devono passare per primi dalle porte, non devono camminare davanti in passeggiata, non devono mangiare prima di noi perché altrimenti pensano di essere il "capo-branco" e ti mettono i piedi in testa. Tutto falso e superato. Non basta certo stare sul letto o sul divano per far sentire il cane il "capo". È demoralizzante che ancora oggi si creda che la relazione sia determinata della dominanza sociale. Nessuna relazione animale lo è. La relazione è molto di più.

Ovviamente, con questo non voglio dire che la questione status sociale non esista e non sia importante, ma, semplicemente, che lo status del cane non è influenzato dalla decisione di condividere con lui gli spazi.

Il discorso, chiaramente, non vale per quei cani che abbiano manifestato dei problemi comportamentali quali ringhiare o, addirittura, mordere il proprietario che tenta di salire sul proprio divano o sul proprio letto o che vuole oltrepassare una soglia di casa. Questi casi non sono la norma e necessitano dell'intervento di un professionista. E, se ve lo state chiedendo, questi comportamenti non hanno avuto origine dalla condivisione di letti e divani. Ci vuole ben altro per arrivare a situazioni di quel tipo.

Dormire o riposare insieme, piuttosto, è un atto di profonda fiducia e un momento di grande intimità. Cane e proprietario diventano rifugio l’uno per l’altro. E questo non è mai negativo.

Se, però, dormire col cane risulta scomodo e danno fastidio i peli, meglio lasciar stare, non è obbligatorio. Ognuno è libero di scegliere. Il cane può dormire per terra accanto al letto. Che il cane abbia più cucce all'interno della casa va benissimo. Ci saranno di sicuro altre occasioni per creare connessione e intimità.

La cosa importante è sapere che si può fare senza con questo causare alcun danno e senza dare origine (solo per questo) a problemi comportamentali.

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