Una passeggiata nel Bosco Incantato di Combai (TV)

Non è stato facile trovare la descrizione dell’itinerario del Bosco Incantato di Combai, poiché non ci sono descrizioni precise online. Sono, perciò, ancor più fiera e soddisfatta di potervi accompagnare in questi luoghi alla ricerca delle creature misteriose che li popolano, nonché alla ri-scoperta di antichi villaggi dimenticati.

Si lascia l’auto nel grande parcheggio gratuito di Combai. Lo trovate all’inizio del paese sulla sinistra se provenite da Miane e alla fine del paese a destra se provenite da Valdobbiadene. Lasciata l’auto attraversate a piedi il paese in direzione Valdobbiadene fino ad un piccolo monumento bianco in pietra dedicato agli Emigranti. Proprio lì vicino inizia il sentiero 1024 (che dovrete continuare a seguire) e il percorso del Bosco Incantato.

Bosco Incantato di Combai
Bosco Incantato di Combai

Questo tratto attraverso le vigne non è lungo e in breve si sbuca sulla strada statale all’altezza del Ristorante Biss Badaliss (motivo per cui prestate attenzione se decidete di liberare i cani).

Già in questo primo tratto si fanno alcuni incontri curiosi. Aguzzate la vista. Non è stato scelto a caso il nome “Bosco Incantato”!

Al Mazaharol, il folletto dei boschi
Al Mazaharol, il folletto dei boschi
Barba Thucòn, lo zio zuccone
Barba Thucòn, lo zio zuccone

Dal Ristorante Biss Badaliss dovete fare un breve tratto sulla strada e raggiungere il sentiero che prosegue a destra dopo una proprietà privata. Il sentiero è un po’ nascosto, ma trovate il cartello ad indicarvelo.

Il sentiero sale deciso su un tappeto scricchiolante di foglie e ricci di castagne e un poco nascosta dalla vegetazione intravedrete una vecchina che osserva schiva il vostro passaggio.

Vecia Marantega
Vecia Marantega

Salutata la vecia marantega, continuate la vostra salita fino a scorgere le prime case dell’antico Borgo Colmellere.

Verso il Borgo Colmellere
Verso il Borgo Colmellere

Resterete a bocca aperta di fronte a questa piccola perla nascosta. Il borgo è, ahimè, solo in parte ristrutturato, alcune case, infatti, versano in stato d’abbandono e diversi “vendesi” albergano sui vecchi muri in pietra. Verrebbe davvero voglia di comprare! Da qui si gode anche di una privilegiata vista su Combai. Muovetevi con rispetto, il sentiero attraversa delle proprietà private e i pochi che ancora abitano questo luogo tengono molto alla tranquillità e alla privacy.

Borgo Colmellere
Borgo Colmellere
Borgo Colmellere
Borgo Colmellere

Attraversato il piccolo borgo noterete sulla sinistra un cartello con indicato un “tratto breve” e un “tratto lungo” dello stesso sentiero n. 1024. Voi dovete seguire l’indicazione per il tratto breve e prendere la curva a gomito che sale verso sinistra e raggiungere le case alte.

Borgo Colmellere
Borgo Colmellere

Abbandonate anche le ultime case, il sentiero (nominato Strada de La Fan) inizia a salire erto e toglie un po’ il fiato, affrontatelo con calma fino a raggiungere una porta di legno intrecciato che sembra costruita da gnomi e fate. Avrete l’impressione di attraversare un portale magico che conduce in un mondo fantastico!

Porta di legno lungo la Strada de La Fan
Porta di legno lungo la Strada de La Fan

Qui la salita finalmente offre una tregua e si può tirare il fiato. Siete alle Casere Costolada e per continuare l’anello dovete seguire la strada forestale verso destra. Siete sempre sul segnavia 1024. La strada prosegue adesso in falsopiano per poi iniziare a scendere e a farsi cementata.

Verso Combai
Verso Combai

Avete due alternative adesso: proseguire per questa strada in discesa fino a raggiungere il centro di Combai e concludere il piccolo anello, oppure proseguire di poco seguendo ancora il segnavia 1024 al bivio, verso sinistra.

Io e Uma abbiamo preferito proseguire un po’ e scendere al bivio successivo, ovvero quello dell’incrocio con il sentiero n. 992. Trovate il cartello sulla destra, all’altezza di un cancello di una bella casa in pietra di recente restaurata. Farete fatica a scorgere la traccia, che prosegue a gomito verso il basso rasente dei paletti che delimitano lo spazio esterno di proprietà delle abitazioni.

Sentiero 992 verso Combai
Sentiero 992 verso Combai

La freccia sembra indicare di proseguire dritti, non lasciatevi ingannare, perché è proprio lì che dovete scendere verso destra lungo lo stretto sentierino poco visibile.

In breve arriverete su una strada sterrata che vi condurrà ad incrociare Via Trieste che seguirete verso il basso, ovvero verso sinistra, fino al centro del paese.

Più di recente abbiamo scoperto che esiste una alternativa al 922, alternativa che io vi consiglio perché vi consente di scendere tra le vigne in modo più dolce e, decisamente, più panoramico.

Per scendere lungo la traccia tra le vigne, dovete proseguire lasciandovi alle spalle il cartello che indica il sentiero 922 e anche la bella casa in pietra e proseguire brevemente tenendo la destra. Ignorate la strada che, sulla sinistra, condurrebbe ad una casa e seguite il 2024 fino al primo sentiero (non segnato) che scende a destra tra i filari. Seguendolo raggiungerete dapprima delle abitazioni (dove la strada si fa cementata) e poi il paese.

Discesa alternativa tra i filari
Le prime case andando verso il paese di Combai

A conclusione della vostra passeggiata, troverete una longilinea signora a darvi l’arrivederci.

Verso il centro di Combai
Verso il centro di Combai

Non ve l’aspettavate che ci fossero queste preziosità nascoste appena sopra Combai, vero?!

Se vi piacciono questo tipo di passeggiate, non perdetevi quella alla Rocca di Cornuda lungo le antiche mulattiere.

Ahimè non ho ristori da consigliarvi, ma se vi va uno spuntino all’aperto potete sempre prendere l’auto e fare tappa all’Osteria senz’Oste!

SCHEDA

ACCESSO: dal parcheggio di Combai che trovate all’inizio del paese sulla sinistra se provenite da Miane e alla fine del paese a destra se provenite da Valdobbiadene. Lasciata l’auto attraversate a piedi il paese in direzione Valdobbiadene fino ad un piccolo monumento bianco in pietra dedicato agli Emigranti. Proprio lì vicino inizia il sentiero 1024.

DIFFICOLTA’: (T) facile.

DISLIVELLO: 260 m circa.

LUNGHEZZA: 5 km circa.

TEMPO DI PERCORRENZA: ore 2.00 circa comprese le soste.

PERIODO DELL’ANNO: passeggiata adatta a tutte le stagioni. Da evitare nelle giornate estive più calde e afose.

PUNTI DI APPOGGIO E RISTORO DOG FRIENDLY: nessuno lungo il percorso. In zona trovate l’Osteria senz’Oste.

PILLOLA CINOFILA:

Cosa bisogna portare con sé nello zaino durante una escursione in montagna con il cane?

Innanzi tutto bisogna valutare la stagione, la temperatura e la lunghezza dell'itinerario. In estate sarà necessario portare almeno un litro d'acqua a testa, nelle stagioni più fredde potrebbe essere sufficiente mezzo litro per il cane e una borraccia da 750 ml per noi. Come ho già detto, molto dipende anche dalla lunghezza dell'escursione e, inoltre, se si prevede o meno di trovare corsi d'acqua lungo il percorso o malghe/ristori a cui appoggiarsi. Oltre all'acqua, meglio avere sempre degli snack energetici per recuperare le energie bruciate.

Anche la scelta della ciotola ha la sua importanza, deve pesare poco e occupare poco spazio, consiglio quindi di acquistarne una pieghevole, magari in silicone. Io ne ho una a soffietto sempre attaccata allo zaino con un moschettone.

Non dimenticate di portare con voi un guinzaglio di almeno 3 metri da usare all'occorrenza e di far indossare al cane la pettorina con la medaglietta identificativa con il vostro numero di cellulare.

Irrinunciabile per un escursionista attento è il guscio, ovvero una giacca leggera e impermeabile che ripara da pioggia e vento in tutte le stagioni. Il tempo in montagna cambia rapidamente!

Un'altra cosa che porto sempre con me è un basilare kit di pronto soccorso, ovvero disinfettante, cerotti, garza, ecc. e una coperta double face termica che protegge dal freddo e dal caldo. Trovate ogni tipologia di kit pronti in negozi per lo sport come Decathlon.

Per chi vuol essere pronto a tutto, consiglio vivamente il coltellino svizzero. Mi è venuto in soccorso per le cose più disparate e in diverse occasioni!

Ultima, ma non certo per importanza, la carta topografica! Soprattutto se non si conosce bene il percorso! Non avventuratevi mai senza!

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