Anello panoramico dei Colli Alti: da Camposolagna al Rif. Alpe Madre, Massiccio del Grappa

Ognuno di noi ha un luogo del cuore, quello in cui ogni volta è come andarci per la prima volta. Quello dove lo stupore e la meraviglia si mescolano al rassicurante senso di familiarità.

La passeggiata di cui vi parlerò appartiene proprio a questa tipologia di luoghi ed ha per me un valore sentimentale. Si tratta di un itinerario panoramico e vario, da fare senza fretta e in tutte le stagioni, fatta eccezione per le giornate estive più calde, poiché sempre esposto al sole. Non troverete fontane o sorgenti d’acqua dove far rinfrescare i cani, quindi, portate con voi sempre abbondanti scorte d’acqua.

Il punto di partenza è Camposolagna (VI), o meglio, il Bar, Albergo Camposolagna. Arrivarci è semplice, da Romano d’Ezzelino (VI), alla piccola rotonda del centro, si seguono le indicazioni per Cima Grappa e si prende l’unica strada che sale (Statale 141 o Strada Cadorna). Se pensate di lasciare l’auto nel parcheggio sul retro del bar, prendetevi un caffè e chiedete il permesso ai gestori, il parcheggio sarebbe riservato ai soli clienti. In alternativa, cosa che vi suggerisco, proseguendo per la strada troverete uno spiazzo sterrato sulla destra dove poter parcheggiare in tutta tranquillità. All’interno di questo locale i cani non sono ammessi. Meglio entrare a turno se si desidera prendere un caffè o chiedere informazioni.

La passeggiata può avere inizio! Si tratta di un giro ad anello che dal bar-albergo prosegue per la strada asfaltata che sale di fronte a voi con indicazioni per San Giovanni ai Colli Alti e Rif. Alpe Madre. In dieci minuti scarsi si arriva ad una curva che vira decisamente a destra, a questo punto noterete sulla sinistra alcuni cartelli informativi ed uno sterrato. Si tratta della strada delle Penise, la via dell’andata. Il sentiero è un comodo e ampio sterrato fatto di saliscendi e la vista spazia fin da subito verso la Valbrenta e la pianura.

A questo punto, di solito, sgancio Uma. Anche lei ama questa passeggiata e come me l’ha percorsa molte volte e in quasi tutte le condizioni climatiche. Perciò per lei, come per me, questi orizzonti sono familiari e rassicuranti. L’ampia e comoda strada sterrata sale dolcemente, la fatica non si sente, e si può distogliere l’attenzione dai propri passi per lasciar andare libero lo sguardo e permettere a pensieri e preoccupazioni di sciogliersi come fossero una matassa che si sbroglia lentamente. Questo è ciò che mi accade quando cammino qua o altrove, man mano che salgo mi libero della zavorra della vita quotidiana ed ogni passo è più leggero, così come la mia mente. Uma, invece, mi dimostra tutta la sua felicità con un vivace andirivieni che assomiglia ad una danza della gratitudine.

In circa un’ora e mezza ed un’ultima, breve, salita finale, si giunge al Rifugio Alpe Madre (1270 m slm). Vi accorgerete subito, se andrete durante il fine settimana, che i cani sono bene accetti. Saprete, ad una prima occhiata, di non essere gli unici ad avere con sé il proprio compagno a 4 zampe. Se la vostra idea è quella di pranzare in rifugio, vi consiglio di prenotare prima, difficilmente troverete posto altrimenti.

Vista dal Rifugio Alpe Madre

La cucina è buona ma, ne sono certa, ciò che più vi colpirà sarà la posizione di questo luogo. Penserete : “Ah.. ecco perché si chiamano Colli Alti”. Siamo quasi a 1300 m, ma si passeggia su dolci colli che non ostacolano mai la vista, quindi potrete guardare lontano e tutto intorno a voi. Girando su voi stessi scorgerete, oltre alla Valbrenta e alla Cima Grappa, l’Altopiano di Asiago e le Dolomiti. Nelle giornate più limpide è possibile vedere persino le Pale di San Martino. Quando si dice una vista a 360°.

Vista dal Rifugio Alpe Madre

Che abbiate pranzato al rifugio o fatto un pic-nic veloce, prima di ripartire, salite alla croce in cima al Col Fenilon, dietro il rifugio. Avete presente il modo di dire “la ciliegina sulla torta”? Salite piano e una volta su prendevi qualche minuto e respirate, ammirate, tacete e assaporate.

Col Fenilon

Io lo faccio, mi siedo e osservo, in silenzio. Una volta è stata un’alba rosa e d’oro, un’altra un tramonto infiammato, un’altra ancora le nebbia poggiata sulla pianura come un mare bianco e soffice, da cui emergevano, come un mostro mitologico, le gobbe dei Colli Berici. Un’altra ancora, i plumbei colori delle nubi che promettono temporale. Uma, invece, fa l’esatto opposto di ciò che faccio io. Come in preda ad un raptus, ma di energia e felicità incontenibili, inizia a correre a perdifiato ed io la guardo e sorrido, compiaciuta e divertita. La verità è che non si può dire di conoscere davvero il proprio cane fino a che non lo si osserva libero in natura. Sono momenti di condivisione impagabili dove la sintonia è al massimo. Ma questo, ormai, lo avrete capito.

Dal Col Fenilon
Dal Col Fenilon

La voglia di andarsene è pari a zero, lo so, ma, a meno che non vogliate dormire al rifugio Alpe Madre, è meglio riprendere il cammino e trovare la via del ritorno. Dalla croce si deve scendere proseguendo verso il basso e verso destra fino ad incrociare la strada sterrata che, però, dovrete abbandonare subito per proseguire lungo il sentiero CAI n° 940 (40).

La vista è da togliere il fiato! Questo è l’esatto esempio di quello che si chiama sentiero-balcone. Un sicuro e protetto balcone che si affaccia sul profondo canyon del Canal del Brenta. I vastissimi orizzonti sono dominanti in buona parte della pianura veneta e dell’Altopiano dei Sette Comuni. Il ritorno, ve ne accorgerete subito, sarà molto più vario dell’andata, sia a livello sentieristico che paesaggistico.

Lambirete la località di San Giovanni ai Colli Alti e camminerete per sentieri, prati e pascoli e tratti di bosco. Per non perdere la via, cercate sempre i segni bianchi e rossi del CAI. Il sentiero nel bosco termina al Villaggio del Sole, ovvero a circa venti minuti da Camposolagna. A questo punto, vi consiglio di rimettere i cani al guinzaglio perché vi troverete a camminare su strada asfaltata e circondati da graziose e soleggiate case con giardino. Dal villaggio si continua a seguire il 940 e le indicazioni per Camposolagna fino a lasciarselo alle spalle e incrociare la statale 141. La si deve seguire verso destra per un breve tratto (attenzione alle auto!) per poi riprendere il sentiero che a sinistra rientra nel bosco (attenzione perché è poco visibile). Quando si giunge ad una graziosissima chiesetta nel bosco, la passeggiata può dirsi finita.

Se vi è piaciuta questa passeggiata, troverete incantevole anche quella nella Valle delle Bocchette, sempre sul Massiccio del Grappa.

 

SCHEDA

ACCESSO: Da Romano d’Ezzelino (VI) si seguono le indicazioni per Cima Grappa (Statale 141 o Strada Cadorna) fino a Camposolagna.

DIFFICOLTA’: (E) facile.

DISLIVELLO: 200 m circa

LUNGHEZZA: 9 km circa

TEMPO DI PERCORRENZA: ore 3 circa per l’anello completo.

PERIODO DELL’ANNO: percorribile tutto l’anno, fatta eccezione per le calde e assolate giornate estive e dopo abbondanti nevicate (in questo caso servono le ciaspole e qualche accortezza in più per i vostri cani). Perfetta in primavera e in autunno e nei mesi di dicembre e gennaio, quando le giornate sono più limpide e terse.

PUNTI DI APPOGGIO E RISTORO DOG FRIENDLY: il Rifugio Alpe Madre a metà percorso.

PILLOLA CINOFILA: l'area cani è un luogo poco idoneo (se non dannoso) alla socializzazione. Si tratta di un ambiente troppo piccolo e circoscritto, in cui i cani spesso si trovano a disagio perché non possono prendere le adeguate distanze dagli altri cani o da una situazione spiacevole. Possono intervenire dinamiche territoriali e di gruppo che potrebbero mettere in estrema difficoltà il cane e che l'essere umano non è in grado di interpretare. Inoltre, la staticità della situazione può portare facilmente a delle tensioni. Il mio consiglio è quello di trovare ampie zone di verde in cui passeggiare in sicurezza con il cane libero e in compagnia, o no, di altri cani conosciuti. Se il desiderio, invece, è quello di far socializzare il cane correttamente per aumentare le sue competenze, meglio rivolgersi a strutture gestite da educatori/ istruttori cinofili esperti e competenti. L'area cani NON è un campo di socializzazione adeguato. La socializzazione non è sempre positiva, anzi, può anche essere dannosa.

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