Anello nel Parco Naturale di Sennes-Fanes-Braies – Dolomiti d’Ampezzo (BL)

Rispetto alle altre passeggiate questa è in una località decisamente più turistica, ma ogni tanto ci sta! Ci troviamo, infatti, nel Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo. Niente paura, come al solito, basta camminare un po’ per lasciarsi alle spalle la maggior parte dei turisti. Per lo più poco interessati a camminare e molto più a trovare un’ area pic-nic dove spiaggiarsi, vi lascerete i turisti alle spalle in circa 20 minuti di cammino. In questo arco di tempo, vi consiglio di tenere i cani legati.

Una cosa che mi sento di dirvi subito è che non ci sono malghe o simili lungo il percorso, perciò è necessario organizzarsi con il pranzo al sacco. Naturalmente, ho un consiglio su dove farvi fare degli ottimi panini e comprare sfiziosi dolcetti da forno! Il Panificio Fiori a San Vito di Cadore! Una garanzia di bontà! Vi accorgerete, lungo la passeggiata, che di posti dove consumare il vostro pasto e fare una sosta è davvero pieno. Dovete solo scegliere il posto e il momento giusto.

Il punto di partenza del trekking si raggiunge superando Cortina e continuando per la Alemagna fino a Fiames. Da qui bisogna ignorare i parcheggi lungo la strada e imboccare, dopo un km circa, una strada privata sulla sinistra che porta al parcheggio del Parco Naturale di Sennes-Fanes-Braies (1335 m). Per non correre il rischio di farvi riprendere dai dipendenti del Centro Visitatori posto ad inizio percorso, incamminatevi con i cani legati.

Sono partita per questa passeggiata un po’ imbronciata e un po’ preoccupata perché temevo fosse troppo turistica per me e Uma, ma mi sono dovuta ricredere quasi subito. Mi sono trovata davanti una natura spettacolare e selvaggia che mi ha lasciata a bocca aperta. Il percorso, inoltre, è estremamente vario, seppur sempre comodo e agevole. Si cammina dapprima su strada cementata che dopo circa mezz’ora diventa una forestale con substrato sassoso, che diventa a sua volta un sentiero. Quasi sempre si cammina in mezzo al bosco, perciò l’ombra non manca e, decisamente, nemmeno i corsi d’acqua. Si inizia costeggiando il Torrente Boite fino al Pian de Loa, dove si incontra e si fonde con il Rio di Fanes. Si può facilmente vedere dove i due corsi d’acqua si incontrano. Le correnti, infatti, sono di colore diverso, una trasparente e l’altra azzurra. Stupefacente.

Torrenti Boite e Fanes

Seguendo il sentiero n.10 inizia il giro ad anello intorno al Col Rosà. Si cammina per circa una mezz’ora su strada asfaltata, fino a raggiungere il Pian de Loa, bella e ampia radura dove la maggior parte dei turisti si ferma per un pic-nic e per prendere il sole. Da questo punto in poi la strada diviene un sentiero ampio e carrozzabile. Si può finalmente pensare di liberare i cani se lo si desidera. A circa un’ora dalla partenza si giunge al Ponte Outo dal quale, del tutto inaspettatamente, la vista spazia, sia a destra che a sinistra, su un profondissimo canyon (Forra di Travenanzes) scavato dal Rio Travenanzes. Il fatto di non aspettarmelo, ha reso tutto molto più emozionante.

Canyon

Un centinaio di metri dopo il ponte sulla destra si nota l’indicazione per la deviazione che porta alla cascata di Fanes. Raggiungerla non è difficile, ma non bisogna soffrire di vertigini e si deve prestare attenzione massima a dove si mettono i piedi. Meglio non portare con se il cane, ma fare a turno se si è almeno in due. Si raggiunge, infatti, in un paio di minuti. Personalmente, lo spettacolo mi ha lasciata senza fiato e consiglio di non perdersela.

La cascata di Fanes

Qui finisce la prima parte della passeggiata, quella più adatta anche ai meno allenati. Per chi si sente già appagato così, il ritorno è per la stessa via dell’andata e il Pian de Loa è il luogo ideale per mangiare il panino fatto preparare al mattino. Per chi invece vuol proseguire, il sentiero è il n. 401 verso sinistra. Si costeggia un piccolo lago nel bosco fino a raggiungere, in una decina di minuti circa, il Ponte dei Cadoris. Ogni momento è buono per fare una sosta grazie alle numerose panche che si incontrano lungo il cammino. Anche perché è a questo punto che inizia la vera salita e dove si concentra la maggior parte del dislivello (circa 400 m tot.). Quando si raggiunge un bivio nel bosco, bisogna proseguire verso sinistra seguendo, questa volta, il segnavia n. 408. Con un ultimo strappo si raggiunge il Passo Posporcora (1732 m.). Finalmente inizia la discesa, una comoda e affatto ripida discesa lungo un bel sentierino a zig zag nel bosco. In circa 45 min. si incrocia il largo sentiero n. 417 che costeggia il Boite.

Il Torrente Boite
Sulla via del ritorno

Si deve proseguire verso sinistra per poter tornare, in circa 35 minuti e dopo aver attraversato il ponte che riporta sull’altra sponda del fiume, al punto di partenza.

Stanchini eh… ci credo! Avete percorso 11 km per 400 m di dislivello! Bravi voi e bravi i vostri cani! Ne è valsa la pena vero? Tanta bellezza selvaggia e varietà di paesaggio e ambiente in cui camminare non sono facili da concentrare in un unico trekking! Adesso potete tirare fuori dallo zaino anche i dolcetti… ve li meritate!

Se vi è piaciuta questa passeggiata, sono più che certa che adorerete anche quella alle cascate di Molina di Fumane!

 

SCHEDA

ACCESSO: arrivati a Cortina proseguire per la Alemagna fino a Fiames. Da qui, dopo un km circa, imboccare la strada privata sulla sinistra che porta al parcheggio del Parco Naturale di Sennes-Fanes-Braies (1335 m).

DIFFICOLTA’: (E) medio.

DISLIVELLO: 400 m circa.

LUNGHEZZA: 11 km circa.

TEMPO DI PERCORRENZA: 3 ore in movimento. 4 ore e 1/2 con brevi soste.

PERIODO DELL’ANNO: primavera, estate e autunno.

PUNTI DI APPOGGIO E RISTORO DOG FRIENDLY: nessuno. Procurarsi il pranzo al sacco.

PILLOLA CINOFILA: per realizzare una socializzazione secondaria (con l'uomo) positiva è indispensabile che il cane non abbia un solo modello con cui relazionarsi e fare esperienza, ma molti, in modo tale da imparare a categorizzare. Fatta tanta e sana esperienza nel rapporto con gli umani, soprattutto durante il primo anno di vita, il cane sarà in grado di sviluppare una adeguata competenza relazionale. Si tratta della miglior prevenzione nei confronti del pericolo di aggressioni.

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