La Via dei Mulini (Via dell’Acqua) – Cison di Valmarino (TV)

Tornare a fare la Via dell’Acqua mi ha riconfermato che si tratta di uno degli itinerari preferiti di Uma. Perché? Perché il percorso dell’andata (si tratta di un anello) costeggia le acque del torrente Rujo e quindi è tutto un eccitato entra ed esci dall’acqua gelida! Il freddo pungente ha un potere rivitalizzante che elettrizza i cani e in primavera/estate è un toccasana perché aiuta ad abbassare la temperatura corporea e a conservare le energie per camminare. Inoltre, la passeggiata è immersa nel verde e ombreggiata, perciò la forza del sole è mitigata anche nelle giornate un po’ più calde (evitare comunque le afose giornate estive per via delle quote basse).

Sospetto che, un altro dei motivi per cui Uma apprezza tanto questa escursione sia la assenza di difficoltà tecnica e il poco impegno fisico che richiede. Si è decisamente impigrita la signorina negli anni! Quasi quasi sono io che traino lei! Più che un cane da trekking è diventata un cane da osteria! Fiuta un ristorante a km di distanza! E in questa passeggiata, in effetti, a metà percorso (arrivati al famoso Bosco delle Penne Mozze) troviamo un ristorante con una bella terrazza estiva e a 3/4 una trattoria!

L’itinerario inizia nel cuore del centro storico dell’adorabile Cison di Valmarino, più precisamente da Piazza Roma, dove potete anche parcheggiare.

Le ultime case prima di entrare nel bosco

All’altezza del Ponte dei Sassi, che dovrete attraversare, troverete il primo cartello che, inequivocabilmente, segna l’inizio della passeggiata. Gli stessi segnali vi accompagneranno lungo tutto il percorso ad anello indicandovi la strada giusta.

Avete due possibilità, una più facile e poco impegnativa (percorso giallo) e una media e più impegnativa (percorso blu). Fino al Bosco delle Penne Mozze il sentiero è il medesimo per entrambe le opzioni, poi si deve compiere la scelta. Quello che troverete descritto qui è il percorso giallo, cioè il più facile. 

    

Da subito si ha la sensazione di entrare in un bosco incantato abitato da gnomi, fate e ninfe e, in effetti, se si presta attenzione, lungo il percorso capita di imbattersi in qualche strana presenza…

La porta del regno incantato
Lungo il torrente Rujo

Ma l’incontro più emozionante è sempre quello con il Grande Albero che con le sue radici abbraccia e protegge il bosco e con la sua maestosità vigila su tutte le creature che lo abitano.

Il Grande Albero

In un’oretta circa si giunge al Bosco delle Penne Mozze, un suggestivo memoriale creato per  ricordare tutti gli alpini della provincia di Treviso caduti in guerra. Il mio consiglio è quello di immergervi nel bosco e nell’atmosfera del luogo. Difficile non farsi coinvolgere emotivamente.

Accanto al Bosco delle Penne Mozze si trova la Pizzeria Ristorante “Solo Mattia”, che offre un ampio spazio esterno per poter fare una sosta. Ma non è l’unica possibilità per fare uno spuntino, perciò se ancora non avete fame o bisogno di una pausa, proseguite senza preoccupazione. 

Si deve seguire brevemente la strada asfaltata che torna verso Cison di Valmarino (meglio avere i cani al guinzaglio in questo tratto) per poi rientrare nel bosco in prossimità della solita segnaletica (ricordate di seguire il colore giallo adesso). Ignorate le varie diramazioni che portano a S. Gaetano e che potrebbero confondervi le idee lungo il cammino. In alcuni tratti si ha l’impressione di perdersi perché la traccia si confonde sull’erba e perché a qualche palo in metallo manca il segnavia, ma basta prestare un po’ d’attenzione e seguire la stessa direzione della strada statale (più in basso a sinistra e a tratti visibile).

Ad un certo punto si incrocia nuovamente la strada asfaltata (legare i cani) che va seguita per un breve tratto fino alla Baita alle Grotte dove potete decidere di fare la prima o la seconda sosta.  Anche qui ci sono dei tavoli con panche in esterno, ma l’ambiente è decisamente più rustico. Diverse volte mi sono fermata per una birretta e del formaggio, servito con il loro pane fatto in casa. Per proseguire si deve rientrare nel bosco seguendo i cartelli posti sul lato opposto della strada rispetto alla Baita.

Dopo qualche minuto di cammino, ci si ritrova ad incrociare la salita (sbarrata) per il Castel Brando. Va seguita per pochissimo verso destra per poi ributtarsi giù a sinistra per un sentiero adesso poco visibile per via dei lavori in corso. In basso si dovrebbe scorgere un campo da gioco recintato, che ci fa capire di essere ormai al limitare del paese. In breve, infatti, si ritorna a Cison di Valmarino.

Scommetto che i vostri cani vi saranno grati per questa passeggiata!

 

SCHEDA

DIFFICOLTA’: (E) facile.

DISLIVELLO: 250 m circa.

LUNGHEZZA: 6 km circa.

TEMPO DI PERCORRENZA: 2 ore e 30 min circa (escluse le soste).

PERIODO DELL’ANNO: primavera, autunno e inverno. In estate meglio evitare le giornate più calde e afose.

PUNTI DI APPOGGIO E RISTORO DOG FRIENDLY: Ristorante Pizzeria “Solo Mattia” a metà percorso e la Baita alle Grotte a 3/4 del percorso.

PILLOLA CINOFILA: molti credono che il cane abbia una soglia alta del dolore e che, quindi, sia meno sensibile ad esso. Nulla di più sbagliato. Il cane ha una forte sensibilità al dolore ed è altamente esposto ad esso. Per questo bisogna evitare di percuoterlo o prenderlo per la collottola. Senza contare che la punizione fisica non è MAI il modo corretto di educarlo. Esistono mille altri modi per limitare comportamenti indesiderati e se si è in difficoltà a trovarli, meglio chiedere aiuto ad un educatore cinofilo. La sofferenza ha sempre dei risvolti negativi sulla relazione cane-proprietario, soprattutto se chi la procura è proprio la figura di riferimento del cane.

 

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