Un anello a Cadolten – Cansiglio (BL)

A Cadolten trovi un Cansiglio che non ti aspetti, una Piana ben diversa da quella più turistica e inflazionata a cui siamo abituati. Un ambiente aperto, ma dall’aspetto più aspro e selvaggio, nonostante le diverse abitazioni di proprietà. Non preoccupatevi, non sarete gli unici ad invidiare i fortunati proprietari di quelle deliziose casette in pietra. Io sogno sempre di poter vivere in una qualsiasi di quelle case fiabesche! Ovviamente deve piacere la vita semplice e a contatto con la natura!

Per raggiungere la Casa Forestale di Cadolten, ovvero il punto di partenza di questa passeggiata, dovete salire in Cansiglio passando per Fregona e, prima di arrivare sulla Piana, svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per il Pizzoc e poi, al bivio, svoltare ancora a sinistra per Malga Coro, Cadolten.

Giunti alla Casa Forestale parcheggiate. Il sentiero che dovete seguire è l’H1 che scende verso la chiesetta e il piccolo agglomerato di case di San Floriano. In pratica, dovete seguire la strada cementata che, guardando la Casa Forestale, scende alla vostra sinistra e si inoltra nella splendida piana costellata di piccole casette in pietra con i loro deliziosi giardini.

Cadolten

Uma in questa foto sembra proprio a suo agio nei panni di guardiana, vero?! Come darle torto, questo luogo è una vera delizia e una piccola sosta contemplativa ci sta tutta, ma solo quando le abitazioni non sono aperte e abitate naturalmente!

Oltrepassata la piccola chiesetta seguite il sentiero numero 1036a che curva verso sinistra e risale la piana dall’altro lato.

Sentiero 1036a

Al culmine della salita, abbandonata la piana, raggiungerete un piccolo gruppo di case in mezzo alle quali il 1036a prosegue verso destra inoltrandosi nei pascoli. Se la foschia non annebbierà la vista, vi godrete uno splendido panorama verso la pianura.

I pascoli del 1036a
I pascoli del 1036a

Non preoccupatevi se vi sembra di scendere troppo, non state sbagliando. Dovete perdere tutto il dislivello guadagnato e, all’altezza di una piccola baracca, inoltrarvi nel bosco di faggi. Il piccolo sentiero in discesa vi porterà ad incontrare uno sterrato che dovrete seguire verso sinistra. In breve, la strada uscirà nuovamente allo scoperto e raggiungerà le Malghe Zuel dove consiglio di concedervi una pausa. Le Malghe sono bene tenute, ma chiuse. Potete usare tavoli e panche all’esterno per riposare. A questo punto del percorso starete percorrendo il sentiero n. 982.

Malghe Zuel

Dopo un po’ di riposo, riprendete a salire.

Lungo l’anello di Cadolten

All’altezza di un bivio, non sbagliatevi, abbandonate il 982 e prendete il ramo che sale a sinistra con indicazioni per Pian dell’Erba.

Proseguendo su luoghi ameni e lambendo piccoli agglomerati di casette elfiche (e sempre più rosi dall’invidia!), raggiungerete i pressi di Malga Coro. A questo punto, a meno che non vogliate concedervi uno spuntino (nei mesi primaverili ed estivi), dovete scendere lungo l’ultimo breve tratto di sterrato che vi separa dalle auto.

Pian dell’Erba

Che ne pensate? A me piace molto, anche perché si incontra poca gente, molta della quale residente in zona. Una cosa è certa, il Cansiglio è tutto bello e non delude mai!

Se amate il Cansiglio come me, non perdetevi il Sentiero degli Slipari immerso nella Foresta. Un itinerario silenzioso e misterioso.

SCHEDA

ACCESSO: da Fregona in direzione Pian del Cansiglio svoltare a sinistra per Monte Pizzoc, Malga Coro, Cadolten.

DIFFICOLTA’: (E) medio.

DISLIVELLO: 250 m circa.

LUNGHEZZA: 7 km circa.

TEMPO DI PERCORRENZA: 2 h e 30 min. circa.

PERIODO DELL’ANNO: passeggiata adatta a tutte le stagioni. Da evitare in presenza di neve o nelle giornate estive più calde in quanto molto esposta al sole.

PUNTI DI APPOGGIO E RISTORO DOG FRIENDLY: Malga Coro.

PILLOLA CINOFILA:

per il cane passeggiare legati ad una persona è una costrizione e una forzatura, ma, di fatto, una necessità. Il nostro desiderio di condividere la vita con il cane lo ha obbligato a vivere in luoghi sempre meno naturali, densamente popolati e fortemente urbanizzati e pieni di pericoli, perciò l’unica soluzione, al momento, per preservarlo e, diciamolo pure, controllarlo è quella di legarlo a noi.


Alla luce di questa consapevolezza, abbiamo il dovere di saper andare al guinzaglio correttamente e nel rispetto psico-fisico del cane. Il guinzaglio ideale è quello che, grazie alla presenza di due moschettoni alle estremità, permette di poter gestire due lunghezze diverse (1,5 m - 3 m) in base alle necessità e al luogo in cui ci si trova a passeggiare.


Pettorina e collare sono entrambi strumenti idonei quando una coppia cane-proprietario si sa muovere correttamente, ovvero quando cane e proprietario hanno una corretta comunicazione, sono allineati e godono di reciproche fiducia e conoscenza.

Qualora però queste condizioni non sussistano, come nel caso di un cane che tira a guinzaglio o di un cucciolo col quale si sta costruendo un rapporto e un percorso, lo strumento ideale è decisamente la pettorina ad H. Questo perché, avendo l’aggancio per il guinzaglio sulla schiena, permette al cane una maggiore libertà di movimento e comunicazione. Inoltre, la pettorina ad H protegge e libera dal dolore e dal senso di soffocamento che può provocare il collare nel caso in cui il cane, non possedendo riferimenti, strumenti e autocontrolli adeguati, tiri al guinzaglio.

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